Tratta da “Il Messaggero”, l’intervista di chi ha cercato i far morire la Teramo Calcio, cercando di cancellare 95 anni di storia e, di fatto, estromettendoci da tutti i campionati professionistici.
TERAMO_ «C’è voluto uno che teramano non è per continuare a fare calcio anche se la ripartenza è avvenuta dal basso. Io di più ,da quel lettino dell’ospedale, dove sono stato per tanti mesi, non potevo fare». Romano Malavolta parla a distanza di oltre un anno e mezzo dopo che la squadra biancorossa non è stata iscritta al campioantio ed è stata costretta a ripartire dalla Promozione. In piazza Martiri il presidente è ritornato. Dimagrito, ma sereno, capelli corti, pizzo ed accenno di barba. E il sigaro. «Sono stato ancora una volta fra la vita e la morte – ha continuato Malavolta – e poi tanti altri accidenti che mi hanno debilitato. Per fortuna le mie disgrazie di salute appartengono al passato. Oggi le cose vanno meglio». Però il discorso del calcio legato al Teramo è rabbia che cova sotto la cenere. Il presidente: « Ne ho viste tante e sentite tante. Ma la verità verrà fuori. Prima o poi. Perché per esempio bisognerà parlare anche della fideiussione, dove sarà finita? Tanti falchi si sono precipitati su di me, tante accuse, ma da quel lettino con la vita che se ne stava andando ditemi chi avrebbe potuto pensare al calcio, al Teramo?».
Oggi è senza calcio attivo. «Sono sereno. Sono tranquillo- ha detto Malavolta – anche se gli anni di calcio attivo a Teramo sono stati coinvolgenti con alti e bassi ma sempre comunque con il passo deciso». Il presente? «E’ Campitelli- ha proseguito Malavolta- è venuto da Canzano per ricominciare. Questa città non è stata capace di trovare dieci imprenditori che con 20 mila euro a testa avrebbero potuto dare continuità alla società. Ma è storia di ieri. Spero che Campitelli vinca anche quest’anno e anche l’anno prossimo in serie D. Però quando tornerà in C2 si accorgerà che ci vorranno i soldi, quelli veri». E allora? «Quando Campitelli si girerà si ritroverà solo. Mi auguro che la teramanità torni a farsi sentire. Perché il calcio deve coinvolgere una realtà intera e non poggiare solo sulle spalle di una sola persona».
Articolo di Gustavo Bruno

E’ il Teramo che vorremmo vedere sempre. Quello che aspettavamo da inizio stagione. Quello che stravince annichilendo gli avversari, quello che ti fa stropicciare gli occhi. Una gara superba dei Diavoli che non danno nessuna prova d’appello alla Rosetana dell’odiato Bizzarri. Una partenza devastante dei ragazzi di Izzotti che subito bombardano la porta di Merletti.
La partita contro il Castello, che solo pochi anni fa calcava palcoscenici diversi, quali la sere B, è una gara con un fascino particolare. Intanto per il prestigio dell’avversario, poi per la necessità dei ragazzi di Izzotti di riscattare il mezzo passo falso in quel di Pineto nel turno infrasettimanale.
Finisce a reti inviolate la gara contro i ragazzi dell’ex Lino Ciarrocchi.
Oggi vogliamo vedere il bicchiere mezzo vuoto anzichè mezzo pieno.
