Civitanovese Teramo 3-1, ma….

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Una partita storta dall’inizio alla fine..ancor meglio storta dal 21° del primo tempo fino al triplice fischio finale. Una gara condotta per 95 minuti dal Teramo che gioca per se stesso e per gli avversari. Concede un gol, quello del primo svantaggio, grazie ad una dormita generale della difesa, infatti il tap-in di Paganotto è cosa troppo semplice da fare al centro della nostra area dopo la ribattuta di Serraiocco. Ma fin qui poco male, visto che si era solo al 21 ed in campo quella era stata la prima azione dei marchigiani. Il patatrack arriva poco dopo (anche se non il peggio) quando Calabuig, troppo nervoso nelle ultime gare disputate, commette un gesto di reazione dinanzi agli occhi del direttore di gara che non ha esitazione nel tirar fuori il cartellino rosso. Partita in 10 e sotto di un gol..ma il Teramo ha grinta e cuore e sugli spalti, parte bianco-rossa ovviamente, si ha la certezza di poter ristabilire le sorti dell’incontro. Un tiro di Traini prima e Petrella poi sono di buon auspicio, ma il peggio, appunto, arriva al 48° quando un innocuo pallone viene stranamente indirizzato verso Serraiocco da Serrani. Passaggio troppo corto e debole che viene intercettato da Traini che viene atterrato dallo stesso Serraiocco. Rigore, giusto, ed espulsione, eccessiva, dell’estremo difensore del Teramo. Si va negli spogliatoi sul 2-0 e con 2 uomini in meno. Davvero dura. Il secondo tempo, però, mette in luce tutte le caratteristiche del Teramo targato Cappellacci. Tecnica, grinta, cattiveria, sudore..doti che noi tifosi apprezziamo più di ogni altra cosa. Non a caso il secondo tempo vede solo il Teramo giocare e schiacciare nella propria metà campo la Civitanovese che addirittura difendeva in 11 dentro la propria area sugli angoli e calci piazzati. Nonostante ciò un miracolo del loro portiere su colpo di testa di Bucchi prima, il gol di Tarini poi rimettono in corsa il Teramo che addirittura va vicinissimo al 2° gol con Masini che stranamente non riesce a segnare stregato da Hrivnak. Il pressing del Teramo porta ovviamente la squadra bianco-rossa ad essere sbilanciata e scoperta in difesa. Un intuizione di Mandorino da oltre 30 metri coglie impreparato Pompei che era fuori dai pali. Finisce 3-1, pesante sconfitta nel punteggio è vero, ma prestazione coraggiosa, determinata da parte dei 9 rimasti in campo. Metteteci anche che la terna arbitrale ha avuto un atteggiamento molto ‘casalingo’ ed il dado è tratto; severissima nelle espulsioni, in particolare quella di Serraiocco, capillare nelle ammonizioni che non venivano poi commissionate ai giocatori marchigiani magari per falli anche più duri o cattivi. Due metri e due misure. Furigioco e segnalazioni dei guardalinee, specie quello sotto la nostra sistemazione, che non avevano mai riscontro in quello visto in campo. Insomma una partita condotta Dal Teramo nel bene e nel male che se l’è cantata e suonata, ma una partita che a nostro avviso rafforza la nostra convinzione che il Teramo è la squadra più forte e quadrata e che merita il primo posto in classifica. A Civitanova in buon numero, circa 350 giunti da Teramo. Tifo costante ed immenso specie dopo essere passati in svantaggio, ma con una squadra che mette grinta, cuore e corsa in campo non si può essere da meno sugli spalti.

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