Il Teramo a Pesaro stecca ancora..

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Era iniziata bene. Era iniziata come la giornata biancorossa, era iniziata come la giornata tanto attesa, era iniziata come la giornata della proclamazione. E’ finita con la seconda sconfitta consecutiva, è finita con una cocente sconfitta, è finita come nessuno si aspettava e come nessuno voleva. E’ finita come nella 17° e 18° giornata dove il Teramo subì la prima battuta d’arresto del campionato in quel di Ancona e la seconda a Civitanova. E’ proprio a queste sconfitte vogliamo appigliarci, sulle quali sperare, sulle quali porre delle certezze perchè tante sono le similitudini da poter accostare con quelle due sconfitte.
In entrambi i casi sono state due sconfitte consecutive, a Civitanova come a Pesaro si è finiti in 9 ed anche allora ci fù l’espulsione di Calabuig. Da quelle due sconfitte il Teramo riprese la strada che aveva momentaneamente lasciato. Da quelle sconfitte che sembravano aver riaperto il campionato si segnò lo strappo con le inseguitrici che tutt’ora è tesoro dei Diavoli di mister Cappellacci. Il Teramo visto col Trivento e con la Vis non’è stato il nostro Teramo che abbiamo potuto ammirare nelle precedenti  gare, dove alcuni giocatori sono sembrati spaesati e fuori forma, come Calabuig, Vitone, Masini, Traini che invece ci avevano abituato a tutt’altre prestazioni. Siamo fiduciosi proprio per questo, perchè il Teramo si è addormentato dall’intervallo con la gara contro la Recanatese. Da mercoledì il Teramo, dovrà svegliarsi riprendere il cammino brillante fin qui  percorso, arrivare ad ottenere quello che più di ogni altra squadra merita, per dare ai suoi tifosi la gioia che aspettano da 4 anni di purgatorio.
La gara sembrava essersi messa bene dopo l’immediato vantaggio di Bucchi. Da qui un calo di tensione, forse, ha portato gli undici teramani a commettere errori marchiani tecnico tattici che si erano visti anche in casa con Trivento. Mettiamoci pure che in 9 riaprire una gara dove si stava perdendo è davvero difficile che la frittata è fatta. Ci sentiamo di spendere due parole per Bucchi, gladiatore in campo e per Serraiocco che ha mantenuto a galla la speranza parando il rigore del possibile 3-1.
Ci sentiamo altrettanto di spendere 2 parole per il pubblico accorso  al Benelli. Non nascondiamo che ci aspettavamo più partecipazione, ci aspettavamo un numero maggiore. Eravamo circa 250/300, forse un pò pochini considerando la posta in palio. Forse, però, siamo noi troppo pretenziosi in un momento difficile, economicamente parlando, ancor più difficile analizzando il calcio Italiano. Allora ci accontentiamo delle solite facce, dei soliti imperterriti che seguono le sorti del diavolo da sempre, passando anche per le paludi della promozione e dell’eccellenza.
Mercoledì non si può sbagliare.

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