Repressione ed abuso. Basta!

SE QUEST’ANNO EMOZIONI AVETE PROVATO E’ MERITO DEGLI ULTRAS E DI QUELLO CHE HANNO RICREATO, L’ENNESIMO ABUSO CI HA FATTO FUORI… OVUNQUE E COMUNQUE DIFENDEREMO I NOSTRI COLORI.

Nella giornata di ieri cinque esponenti del movimento ultras cittadino sono stati raggiunti da ennesimi provvedimenti restrittivi che impongono agli stessi di non poter assistere a manifestazioni sportive ed alle gare disputate dal Teramo per la durata, rispettivamente di tre anni a tre di essi e di due anni agli altri due. I fatti si riferiscono alla gara interna con il Riccione: ai primi tre viene contestato il tentativo di entrare all’interno dello stadio uno striscione che solidarizzava con un esponente della curva attualmente sottoposto ad arresti domiciliari; lo stesso striscione (riuscito alla fine ad entrare), come tutti avranno potuto leggere durante la partita, non aveva alcun riferimento offensivo, né entrava nel merito dei fatti, ma il solo obbiettivo, appunto, di esprimere solidarietà ad un fratello di curva. Tentare di impedire l’ingresso di uno striscione del genere va a ledere sacrosante libertà d’espressione costituendo, di fatto, un atto repressivo grave, ancor di più se a ciò si aggiungono denunce e diffide. Agli altri due ragazzi viene contestata invece un’invasione di campo, quando a fine partita, gli stessi scendevano dalla rete per abbracciare i giocatori, venuti a festeggiare la vittoria sotto il nostro settore, rientrando subito dopo all’interno del settore stesso: per questo “violentissimo” atto la questura ha ritenuto di comminare loro un daspo in quanto ”minacciavano l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Detto ciò e considerato che conviviamo da anni con un’asfissiante repressione, rei esclusivamente di essere una delle poche voci libere di questa città e di non aver mai abbassato la testa ai soprusi
continui di questi signori, dobbiamo amaramente constatare che, negli ultimi tempi, la situazione si è fatta davvero insopportabile: siamo diventati ormai da anni carne da macello per gente che ha deciso di fare carriera con le nostre esistenze, terra bruciata intorno alle nostre vite in un sistematico tiro al bersaglio messo in piedi ad hoc dalla questura locale, fatto di provocazioni ed abusi di potere, dai quali si susseguono a pioggia arresti, denunce e diffide per i motivi più irrisori che hanno il solo obbiettivo di colpirci come movimento: negli ultimi quattro anni non c’è una sola diffida che vada a motivare “la minaccia sociale e di ordine pubblico” per il quale il provvedimento stesso dovrebbe essere emesso.
Vogliamo denunciare con questo ennesimo episodio una situazione divenuta insostenibile, dove l’essere Ultras, l’appartenere a testa alta ad un movimento pensante, il concepire lo stadio non solo come luogo freddo ed asettico dove assistere semplicemente ad una gara di calcio, ma viverlo come siamo abituati a fare, con la passione ed i valori dettati dal nostro modo di essere e che da sempre ci
contraddistinguono, rappresentano motivo di persecuzione e discriminazione, che sfocia in provvedimenti repressivi sempre più gravi, ancor prima di aver commesso qualsiasi atto davvero
condannabile. Siamo alla gogna di questi signori che vogliono far passare, non ci stancheremo mai di dirlo, qualsiasi forma di aggregazione e di espressione di un libero pensiero in allarme
sociale.
Per tutto ciò domenica, in occasione della gara interna con l’Ancona, il settore che abitualmente occupiamo rimarrà in silenzio, per esprimere solidarietà ai ragazzi ingiustamente diffidati e per dimostrare a tutti, ancora una volta, cosa vuol dire uno stadio silenzioso e privo di colore, uno stadio privo di Ultras, uno stadio ad immagine e somiglianza di quello che i signori della locale questura vogliono da sempre ma che non avranno finché in questa città Noi continueremo orgogliosamente a gridare la nostra appartenenza ultras e l’amore che proviamo per questi colori. Per questo invitiamo tutti coloro che in questi anni ci hanno dimostrato vicinanza di appoggiare la nostra scelta nel rispetto della volontà di onorare i nostri ideali.

 

DIFFIDATI CURVA EST

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