Che succede?

 

Loltre i limitie vittorie in genere possono portare e due tipologie di conseguenze.

Il sentirsi appagati, e quindi prendere sottogamba gli impegni futuri, o il sentirsi ancora più forti perchè più consapevoli dei propri mezzi.
Avessimo fatto questo ragionamento appena 2 mesi fa avremmo detto che, conoscendo i ragazzi che vestono la nostra casacca, sicuramente il Teramo sarebbe stato ancora più forte, mentalmente, di quello ammirato lo scorso campionato.
Purtroppo però il Teramo, dopo aver vinto sul campo la passata stagione, sembra oggi essere la brutta copia del Diavolo ammirato il campionato scorso.
Molti imputano la colpa all’assenza del duo d’attacco Donnarumma-Lapadula, noi, al contrario, imputiamo la colpa non all’assenza di questi due ma all’assenza degli altri nove.
Gli errori visti in queste giornate non sono nel DNA della squadra vista in questi ultimi 2 anni. Certamente degli errori possono essere commessi, ma non possono ripetersi continuamente se le gare vengono tutte approcciate con la stessa tensione, concentrazione e cattiveria agonistica.
La logica conclusione, quindi, dovrebbe essere che i ragazzi di Viavrini si sentono appagati della vittoria ottenuta l’anno scorso sul campo e non confermata dai tribunali?
Se così fosse perchè al contrario non provare un sentimento di rabbia e rivalsa per far vedere invece che si è ampiamente meritata quella vittoria?
E’ possibile credere che una volta che si è arrivati a conquistare una meta così importante quanto meritata si possa avere un calo mentale ed agonistico tale da essere fra le peggiori del campionato?
I gol presi a Macerata e Rimini, solo per citarne alcuni, sono il lampante esempio di una tensione mentale non ai massimi livelli.
Gli alibi sono finiti, ed a nostro modesto parere, non avrebbero dovuto esserci affatto.
La piazza ha risposto come meglio non avrebbe potuto. La delusione più grande è stata proprio ai danni della città, ai danni di una tifoseria che per la prima volta aveva potuto piangere di gioia dopo 102 anni di storia per un traguardo mai raggiunto prima.
La piazza, la città, i tifosi hanno continuato a credere che si potesse ripetere l’impresa, lo hanno dimostrato con le presenze allo stadio con oltre 2.000 biglietti domenicali staccati, con i 611 abbonamenti che è stato il record dell’era Campitelli, con il non aver voluto calcare la mano su quello accaduto continuando a sostenere la squadra in ogni dove. La piazza non merita tali disattenzioni, non merita tali cali di tensione.
I tifosi meritano vedere quella maglia meravigliosa zuppa di sudore alla fine di ogni gara disputata.
A coloro che vestono la nostra maglia chiediamo impegno, concentrazione e sudore e siamo certi che arriveremo al tragurdo della salvezza, che, al momento, è il trguardo più razionale da dover raggiungere ad ogni costo. La LEGA PRO è un patrimonio che non possiamo permetterci di mettere in discussione, che non possiamo permetterci di perdere. Non possiamo pensare di mirare alle quaglie se non prendiamo almeno le paperelle che sono a terra.

Pretendiamo umiltà , quell’umiltà che la città ha dimostrato storicamente di aver sempre avuto.
Quell’umiltà che ci ha fatto risollevare da sconfitte e delusioni cocentissime, quell’umiltà che ci ha fatto rinascere dalle ceneri, quell’umiltà che ci ha reso tutti uniti, unione che ci ha portato a non avere limiti, perchè a Teramo il motto che sempre ricorre e sempre ricorrerà è:

TUTTI UNITI NON AVREMO LIMITI.

FORZA DIAVOLO!

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