Comunicato

La nostra vita sportiva, legata esclusivamente ai colori BiancoRossi, si è sempre e solo svolta in curva, a sostegno dei nostri colori supportando in ogni occasione il tifo organizzato teramano, uno dei più coerenti, fieri e coreografici di tutta Italia.

Stavolta, però, crediamo che si sia superata quella linea sottile che divide il tifoso ultras da qualcosa di diverso.
Non ci sentiamo, infatti, di giustificare nessuna aggressione, seppur conseguente ad una situazione che ha destabilizzato e minato una tifoseria, una città, una società che solo fino a due anni fa sembravano essere un corpo unico.
Abbiamo voluto ripercorrere mentalmente, e non solo, tutto quello che l’attuale società ha fatto per il Teramo, per Teramo città e la Tifoseria.

Abbiamo ricordato di amichevoli che sarebbe stato meglio non disputare, di trattative che sarebbe stato meglio non intraprendere; abbiamo ripensato e riesaminato i fatti di Savona. Abbiamo anche pensato, però, che oggi ci chiamiamo ancora Teramo Calcio, a tutte le situazioni dove la società prima di intraprendere un’iniziativa ha tenuto conto del desiderio della piazza. Abbiamo ripensato alle trattative non portate a termine per un determinato giocatore che alla piazza non piaceva o viceversa all’ingaggio di giocatori o dirigenti che la piazza avrebbe gradito vedere nuovamente indossare i ns meravigliosi colori.
Abbiamo pensato a quanto è difficile fare calcio in una città che non ha neppure uno stadio proprio ma di proprietà di un privato, alla totale assenza di un’amministrazione che prima dell’era Campitelli in un modo o nell’altro la Teramo Calcio la sosteneva ed aiutava.
Abbiamo allora ripreso quello che Sant’Agostino diceva nei suoi sermoni: Humanum fuit errare, diabolicum est per animositatem in errore manere (“cadere nell’errore è stato proprio dell’uomo, ma è diabolico perseverare nell’errore per superbia”). Errore che è stato commesso da Campitelli per il quale ha pagato lui, il Teramo, la nostra città e noi tifosi tutti.
Va però riconosciuto che altri avrebbero abbandonato la barca e l’avrebbero lasciata affondare come va rimarcato che per ben due volte, pubblicamente, il presidente ha chiesto scusa a tutta la città.

Dopo tutto ciò con grandissimo rammarico e dopo una lunga ed oculata riflessione, abbiamo deciso di comunicare che la prossima stagione, se le cose non dovessero tornare verso la giusta direzione, seguiremo la nostra amata squadra in un settore che mai avremmo pensato di occupare e che non ci appartiene per natura, ma a mali estremi estremi rimedi.
Seguiremo il Diavolo dai distinti, sempre sostenendo i nostri colori ed urlando al cielo le tre sillabe più belle della lingua italiana :TE – RA – MO!

 

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