Che sentenza e’? VAFFANCULO A TUTTI!

Posted in News with tags , , , , on 31 agosto 2015 by Fabrizio

INGIUSTIZIA

La sentenza emessa nella serata del 29 agosto scorso ha destabilizzato un ambiente che credeva fortemente di poter riavere quello conquistato meritatamente sul campo.
Sulla sentenza restano dubbi, tanti, e domande che mai avranno una risposta.
Una senteza che non’ha precedenti nella storia calcistica Italiana e che ovviamente doveva ricadere su di noi.

Di dubbi ne restano tanti, troppi, così come di domande che tali rimarranno.
Intanto riportiamo la sentenza emessa in modo da meglio comprendere di cosa stiamo parlando:

Pronunciando sul ricorso, visto l’art. 18,
comma 1, lett. g) e l), C.G.S., dispone la revoca
dell’assegnazione del titolo sportivo acquisito
nel Campionato di Lega Pro, Girone B,
disputato dalla reclamante nella Stagione
Sportiva 2014/2015 e, per l’effetto, del diritto
di richiedere l’ammissione al Campionato di
Serie B nella Stagione Sportiva 2015/2016,
diritto che, pertanto, è acquisito dalla società
Ascoli Picchio 1898 S.p.A., nonché
l’applicazione della sanzione della
penalizzazione di punti 6 (sei) in classifica da
scontarsi nella Stagione Sportiva 2015/2016,
nel Campionato di competenza, nonché
l’ammenda di € 30.000,00 (trentamila/00), per
responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 7,
comma 2, e art. 4, comma 1, C.G.S., in ordine
agli addebiti contestati al proprio legale
rappresentante Campitelli, nonché per
responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7,
comma 2, e dell’art. 4, comma 2, C.G.S., in
ordine agli addebiti contestati al proprio
tesserato Di Giuseppe, con la aggravante di cui
all’art. 7, comma 6, C.G.S., nonché ancora per
responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4,
comma 5, C.G.S.

 

La sentenza integrale:

http://www.figc.it/Assets/contentresources_2/ContenutoGenerico/99.$plit/C_2_ContenutoGenerico_2529272_StrilloAreaStampa_upfDownload.pdf

Bene, la vogliamo analizzare nel dettaglio.
l’articolo 18 nelle lettera G recita:

penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte nella stagione sportiva seguente

La lettera L invece recita:

non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato del girone di competenza o di competizione ufficiale.
Il dubbio, quindi, è la logica consegunza di quello che recita il sucitato articolo.
Al Teramo è stato revocato il titolo di ‘vincente del girone di competenza’, non vengono, quindi, tolti punti in classifica nlla stagione 2014-15 che invece ne saranno 6 da scontare nella stagione 2015-16.
Ma allora perchè si è voluto richiedere l’ammissione della ascoli picchio (scusate non riusciamo a scriverlo con le lettere maiuscole, e così sarà per tutto l’articolo) direttamente nella sentenza? Come mai non’è stata richiesta, grazie allo stesso principio, l’ammissione dell’Entella al posto del Catania? Se al Teramo è stato revocato il titolo, ma comunque è arrivato primo, non avendo avuto punti di penalizzazione nè la retrocessione all’ultimo posto della classifica, si dovrebbe parlare di ripescaggio in serie B di chi ha titolo per essere ripescato.
L’Ascoli ha titolo, essendo fallita appena nel 2013? Il bassano così come il Matera, quand’anche l’ascoli avesse titolo, non avrebbero un punteggio maggiore e quindi un diritto superiore a quello dell’ascoli?
Come dicevamo domande che non avranno mai risposta, vero FIGC?
Parliamo del Savona. Il Savona è stato condannato per responsabilità oggettiva e non più diretta ed il suo presidente e legale rappresentante, Dellepiane, prosciolto. Nel castello accusatorio ‘ la logica’ aveva portato all’accusa dei due presidenti, compreso il Dellepiane, che per l’accusa non potevano non sapere.
A suo carico c’era un sms incriminato (!?!) e l’accusa del Corda(teste fondamentale per la procura federale) che asseriva l’incasso di una somma da parte dello stesso Dellepiane.
A carico di Campitelli una telefonta(fatta per di più su un telefono non suo) e il suo nome tirato in ballo dal Barghigiani.
Il primo prosciolto, il secondo accusato. Perchè? Quali sono le differenze? Si è forse sminuito il valore della testimonianza del Corda in modo da prosciogliere il Dellepiane e poter non tener conto di quello che lo stesso Corda asseriva su Campitelli (mai visto nè conosciuto)?
La difesa dei legali di Campitelli ha dimostrato l’estraneità del presidente con argomenti certi e validi mai smentiti da argomenti contrari.
Cabeccia che era stato accusato di omessa denuncia è stato prosciolto, ovvio non c’è la combine non puoi denunciare un fatto inesistente.
Matteini invece viene condannato per aver contattato (udite udite) Cabeccia che però non c’entra nulla.
La sentenza doveva essere emessa alle 10, poi alle 12.30, poi alle 14. Poi la FIGC scrive alle 19.30 sentenza entro mezz’ora ma si arriva fino alle 22.
Perchè un presidente chiama a raccolta una città nel ‘proprio’ stadio ed esce con le mani al cielo come se già sapesse di essere in B? Perchè un presidente man mano che passa il tempo si rabbuisce perdendo l’entusiasmo di qualche ora prima? Cosa c’è dietro?
Non ci tornano tante cose, come le voci (sono davvero solo voci?) dei 4 giudici a nostro favore e dell’unico contrario che ad un certo punto, a sentenza già emessa, ma non ancora resa pubblica, vuole riaprire il caso del Teramo.
Ci sfugge la logica, ci sfuggono le motivazioni…non ci sfugge il pensiero che tutto era già scritto da tempo.
Non possiamo non pensare al peso (economico e politico) di un bellini e di un ascoli picchio a dispetto di un Campitelli e di una Teramo calcio.

Non possiamo non pensare al peso(economico e politico) di un Dellepiane che fattura 180 mln di € l’anno con le sue aziende.

Non possiamo non pensare che se non avessimo dato l’assist all’ascoli probabilmente ora staremmo a parlare di un altro finale…

Ma poi quest’assist c’è stato? Per la procura si, ma noi dei dubbi ne abbiamo ancora tanti e forse troppi.
A Campitelli nessuno aveva chiesto di vincere il campionato di lega pro, non si fosse vinto arrivando secondi nessuno avrebbe gridato allo scandalo, nessuno avrebbe crocifisso nessuno.
Avremmo comunque vissuto una favola e comunque raggiunto il risultato sportivo più alto nella storia della Teramo calcio.
Oggi invece siamo a commentare la delusione più cocente della storia calcistica del Teramo, forse anche maggiore del fallimento del 2008.
Quanto meno vogliamo capire, vedere le motivazioni della sentenza.
Quanto meno rivogliamo la nostra dignità, perchè la Teramo calcio non’ha mai avuto dei favoritismi, mai un ripescaggio. Siamo stati l’unica società che a causa di un fallimento è ripartita dalla promozione quando altre squadre sono rimaste nella stessa categoria (e di esempi ne abbiamo a decina, anche nelle vicinanze).
Vogliamo che la cosa non finisca qui ma che si vada avanti per avere giustizia e verità!
Il codice di giustizia sportiva:
codice di giustizia sportiva

Tre indizi…non fanno una prova!

Posted in News with tags , , , , , , on 28 agosto 2015 by Fabrizio

Cosa significa letteralmente indizio?
Riguardo alla materia penale, indica un fatto, una circostanza che potrebbe far presumere colpevole una determinata persona.
La prova invece cos’è?
La prova, in senso giuridico, è la dimostrazione dell’esistenza di determinati fatti giuridici, anche attraverso la dimostrazione dell’esistenza di altri fatti da cui si possa arguire l’esistenza di quelli che s’intendono provare.

Chiarito questo aspetto chiariamo subito e diciamolo a chiare lettere che nel procedimento a carico del Teramo e dei suoi rappresentanti non ci sono prove.
Sono inece stati tradotti ad indizi delle considerazioni, delle logiche conseguenze, delle ovvie supposizioni, ciò vuol dire che non ci sono stati neppure indizi. Perchè ci permettiamo di asserire ciò, quando si è appena concluso anche il secondro grado di giudizio?
Perchè l’indizio o prova indiziaria che sia, ex art 192 c.p.p., ha per oggetto un fatto diverso dalla fattispecie che costituisce reato, ma mediante il quale è possibile risalire al reato vero e proprio. Quando ci si trova in presenza di tale prova occorrono però condizioni neessarie:

  • affidabilità della prova (Corda in questo caso è reputato attendibile ed affidabile?)
  • accertamento sulla possibilità o meno di risalire al reato da tale prova (cioè grazie a Corda la procura sarebbe dovuta risalire ai giocatori, al denaro, a chi lo ha preso, quando lo ha preso, dove il denaro è stato preso)

Inoltre l’art. 192 c.p.p. contiene tre elementi essenziali per l’acquisizione di tale prova e sono

  • gravità: pertinenza con il thema probandum (capacità dimostrativa dell’indizio)
  • precisione: la non genericità dell’indizio (non dar adito a diverse interpretazioni)
  • concordanza: gli indizi non contrastano fra di loro né con altri elementi certi

Insomma tutto questo si dovrebbe reggere sulla sola confessione, reputata affidabilissima, dell’ex tecnico del Savona Ninni Corda, da parte della procura federale.

Fra tutte queste forzature, presunzioni,  ci hanno fatto drizzare i capelli, in particolare, due passaggi delle accuse mosse da Tornatore.
Le riportiamo testualmente:

“Alcuni nomi dei giocatori del Savona avvicinati sono stati fatti da Corda. Esistono i nomi. Ma sono stati secretati in attesa di aprire un altro filone dell’inchiesta”
e poi:
“Non è necessaria la prova assoluta…”,”..non è necessaria certezza per condannare…”,”..non c’è ragionevole alternativa , non c’è una ricostruzione valida alternativa..”

Riteniamo illogico avere fra le mani altri nominativi (fatti dal Corda, ovviamente) che comproverebbero la combine e secretarli. In tal modo tali giocatori sono inascoltabili, e perchè? Perchè non ascoltarli? Non ci sono? Ha bluffato? O a loro volta sono stati ascoltati ed anche loro, come hanno fatto i vari Marco Cabeccia, Alessandro Marchetti, Jacopo Galimberti e Fabio Eguelfi, hanno negato l’alterazione della partita allegerendo la posizione del Teramo?

Così come sono antigiuridiche ed un offesa al diritto di difesa le dichiarazioni fatte nell’arringa finale. Non serve alcuna prova? Non occorre avere nessuna certezza per condannare? La vostra ricostruzione è l’unica ragionevole? Ma allora cosa lo facciamo a fare un processo se tutto è già deciso e se le prove a demolizione del castello accusatorio varrebbero meno degli indizi che neppure avete?

CERTI CHE STAVOLTA LA MEMORIA DIFENSIVA AVANZATA DAGLI AVVOCATI DI CAMPITELLI E DEL TERAMO VERRA’ LETTA, RESTIAMO FIDUCIOSI NELLA GIUSTIZIA VERA, QUELLA CHE STAVOLTA HA CONSENTITO AI NOSTRI AVVOCATI DI FARE UN’ARRINGA CON I PROPRI TEMPI, QUELLA CHE, RAGIONEVOLMENTE, HA SOSPESO IL DIBATTITO ALLE ORE 22 E NON AD OLTRANZA PER LA FRETTA DI DOVER CONDANNARE COME FATTO IN PRIMO GRADO.

Sempre e solo forza Teramo!

#iostoinb

 

La politica è cosa seria…o no?

Posted in News with tags , , , , on 26 agosto 2015 by Fabrizio

La politica è cosa seria.
Il termine ‘politica’, come definizione (dal greco politikós), risale ad Aristotele, ed era legata al termine “polis”, che in greco significa città, la comunità dei cittadini; secondo il filosofo, “politica” significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti.
Oggi la politica dovrebbe essere l’arte e/o la scienza del governo e dell’amministrazione dello Stato, il modo in cui un governo affronta temi e problemi politici specifici, l’insieme di decisioni e provvedimenti con cui i governanti amministrano lo Stato nei vari settori e secondo diverse prospettive ideologiche per il bene della collettività tutta.

Ma la politica oggi è tutt’altro, e non per entrare nel merito della stessa visto che a noi non interessa affatto e visto che la nostra curva è sempre stata dichiaratamente apolitica.
Fa specie sentire un presidente del consiglio, che dovrebbe rappresentarci e tutelarci, schernire un’intera comunità, un intera cittadina, una società sportiva (cosa c’entra con la politica?), una passione.

La politica non’è più cosa seria, perchè se così fosse si cercherebbero di affrontare i problemi, si cercherebbero di affrontare i cittadini (polítēs) per avere con loro un dibattito, un confronto.
La politica non’è più cosa seria quando si denigra un’intera comunità per distogliere l’attenzione dal proprio fallimento civile e politico.

La politica non può entrare nel merito sportivo e anticipare o condizionare un giudizio di una giuria che ancora deve riunirsi per emanare una sentenza.
La politica non può mancare di rispetto a Teramo, ai teramani ed alla società Teramo Calcio.

Le sue scuse che qualcuno chiede? Se le tenga tutte per lei, le rivolga a quei manifestanti che ha fatto manganellare e  caricare mentre manifestavano il loro disappunto nei suoi confronti e che ha volutamente confuso con tifosi del glorioso Teramo calcio che ovviamente avevano altro a cui pensare.
Noi siamo teramani e meritiamo rispetto a prescindere.

Lettera aperta dei tifosi: noi non ci stiamo! “summum ius? No, summa iniuria”

Posted in News with tags , , , , , , on 25 agosto 2015 by Fabrizio

birosagA seguito delle vicende giudiziarie evidenziatesi sino ad oggi in ambito sportivo ed a quanto concretizzatosi in ambito processuale nei riguardi della Società Teramo Calcio, sarebbe opportuno precisare alcune cose indefettibili al fine di comprendere bene il reale andamento degli eventi. Sia l’indagine inerente alla presunta combine della gara Savona-Teramo che il processo di primo grado conclusosi alcuni giorni fa, hanno evidenziato un inconsueto e davvero incomprensibile accanimento giudiziario, fuori da ogni logica strettamente giuridica prima ancora che comune, teso a mortificare il titolo sportivo meritatamente conquistato dal sodalizio teramano sul campo nella scorsa stagione ed inerente alla fresca serie B. I tifosi del Teramo vogliono che sia fatta chiarezza e giustizia sui fatti incriminati ed oggetto di indagine, ma pretendono che eventuali sanzioni siano proporzionate alla gravità dei fatti acclarati a mezzo di elementi seri di riscontro probatorio e non deliberate in maniera abnorme e senza alcun serio e diretto riferimento a quanto emerso in sede di giudizio e di dibattimento. Circa la presunta combine, mai in realtà provata circa gli atleti coinvolti rimasti a tutt’oggi non identificati e le somme investite, va detto che nessuna responsabilità della Società Teramo Calcio è emersa in relazione ad una diretta partecipazione alla stessa combine del presidente Luciano Campitelli, il quale anzi in sede di dibattimento ed a mezzo dei propri avvocati è riuscito a dimostrare, nei singoli e specifici addebiti sollevati dalla Procura Federale, la propria totale e completa estraneità ai fatti contestati. Non è lecito, pur nella considerazione del carattere generalmente inquisitorio del processo sportivo e dell’inversione dell’onere della prova che lo contraddistingue, condannare una Società ed il suo presidente a sanzioni del tutto inique e ciò sulla base di generiche congetture o presupposizioni degli organi giudicanti completamente disancorate dalla realtà dei fatti e prive di alcun serio elemento oggettivo e concreto di riscontro probatorio. Condannare il Teramo Calcio alla serie D e privarlo di un titolo sportivo come quello della serie B, conquistato con indiscussi meriti del campo per la prima volta nella storia della compagine, significa indebitamente mortificare una intera comunità teramana che merita, al contrario, di essere trattata con rispetto e pur nella convinzione che si debba fare giustizia e non “politico giustizialismo”. Lungi dall’addentrarsi in argomentazioni strettamente giuridiche e ciò per evidente rispetto ai difensori della Teramo Calcio che sapranno adeguatamente tutelare la Società in ogni sede, compresa quella legale, si manifesta con la presente nota il più assoluto e profondo disappunto dei tifosi tutti per una decisione in primo grado del giudice sportivo che ha condannato il Teramo Calcio per una fantomatica responsabilità diretta a mezzo della partecipazione attiva alla combine del proprio presidente, quando di tale responsabilità non vi è traccia alcuna in tutti gli elementi che sono confluiti nel giudizio e considerando che le sanzioni inflitte sono derivate da apodittiche, libere e del tutto indimostrabili interpretazioni dei fatti operate dell’organo giudicante. Auspicando che il Teramo Calcio possa fruire nel grado di appello di una sentenza realmente ancorata a criteri di equità e giustizia tenendo conto unicamente delle risultanze processuali emerse, con motivazioni che vogliano riconoscere in verità la totale estraneità del presidente Campitelli ai fatti contestati e sulla base di quanto dalla difesa ampiamente dimostrato già in primo grado a livello strettamente probatorio, i tifosi del Teramo preannunciano che non saranno ammesse punizioni esemplari che vogliano unicamente fare del Teramo Calcio un capro espiatorio nell’epoca in cui si desidererebbe moralizzare il fenomeno inquinato del calcio depennando in maniera esemplare alcune società e chiudendo gli occhi sul marcio altrove realmente emerso con miti condanne, perché già questo modo di operare che tutto è salvo che giustizia è stato abbondantemente condannato dalle più importanti testate giornalistiche nazionali e non sarà sicuramente tollerato dalla città di Teramo e dai teramani tutti. Teramo ha meritato sportivamente la sua serie B conquistata sul campo ed ha dimostrato anche a livello processuale la totale estraneità del proprio presidente Luciano Campitelli in ordine alla partecipazione alla presunta combine Savona-Teramo che gli è stata indebitamente attribuita, Teramo chiede giustizia e non intende essere ulteriormente vilipesa ed oltraggiata da decisioni che nulla hanno a che fare con la giustizia stessa quando le stesse non rispondono dei fatti emersi a livello di giudizio ma si basano unicamente su suggestive ipotesi accusatorie che intenderebbero, senza alcuna equità, eliminare una città ed una gloriosa società sportiva con 102 anni di storia dalla cartina del calcio italiano. A questo gioco al massacro l’intera comunità teramana saprà, se del caso, rispondere in tutte le sedi ed in tutti gli ambiti legalmente consentiti, facendo valere adeguatamente le proprie ragioni e dimostrando che non è lecito giocare con un sentimento e con un valore acquisito. Gli antichi giuristi latini facevano riferimento al brocardo ” per voler rappresentare il caso in cui sotto le mentite spoglie dell’applicazione di un diritto, si sottintendesse nella realtà’ dei fatti la precisa volontà’ di ledere tutele e prerogative giuridiche della persona sottoposta ad un processo. Nel caso della presunta combine Savona-Teramo persino il “summum ius” è’ fuggito via inorridito ed è’ rimasta unicamente la “summa iniuria” ad indicare il profondo disgusto verso un organo da Santa Inquisizione travestito da giudice sportivo. Il tifoso ha capito bene questo e non lo tollerera’ ulteriormente, visto che non ci sono le fette di prosciutto a foderare gli occhi!

La giustizia sportiva una vergogna, il calcio uno schifo!

Posted in News with tags , , , , , , on 20 agosto 2015 by Fabrizio

54092262Non ci stiamo ad essere la vittima sacrificale di un  sistema malato, non ci stiamo nell’ essere condannati da una giustizia iniqua che adotta due pesi e due misure.
Non ci stiamo ad essere presi di mira da un procuratore arrivato al termine del suo mandato e che mai ha fatto della coerenza e dell’equità i suoi cavalli di battaglia.
Non ci stiamo ad essere l’esempio della FINZIONE atta a voler ripulire un calcio malato.
Non ci stiamo ad essere condannati in un processo FARSA, senza prove, con un procuratore che vuole ergersi a paladino della giustizia senza sapere cosa sia la giustizia.
Non ci stiamo a cedere un merito sportivo conquistatao meritatamente sul campo per la prima volta e dopo 102 anni di storia ad una squadra che ha già avuto tante ‘agevolazioni’ sportive (vedi, ad esempio, il fallimento nel dicembre 2013) e che a sua volta è implicata nello scandalo dirty soccer.
Non ci stiamo ad essere condannati senza uno straccio di prova.

Etimologicamente la parola giustizia deriva dal latino ‘iustus’ che significa GIUSTO.

Allora ci domandiamo: è giusto applicare 2 metri e due misure? E’ giusto dare una pena maggiore a chi avrebbe commesso un reato minore? E’ giusto condannare un presunto colpevole a favore di chi colpevole potrebbe esserlo a sua volta? E’ giusto condannare basandosi su presunzioni e su forzature?  E’ giusto agevolare chi deve ancora essere processato?

Tutto ciò ‘iustus’ non’è affatto ed allora di quale giustizia parliamo?
Di quella dove dirigenti di squadre, che aspirano ad ottenere quello che non hanno ottenuto sul campo, possono occupare costantemente salotti televisivi asserendo che Campitelli ed il Teramo sono colpevoli? E con quale diritto? A quale titolo?
Di quella giustizia che premia un pluricolpevole con 6 reati accertati e confessati, perchè ormai con le spalle al muro, meno di un presunto colpevole di un presunto reato?Di quella giustizia sportiva che ha voluto scindersi dalla giustizia ordinaria per poter emettere sentenze a proprio piacimento?

 

Come può una città, che andrebbe ad essere agevolata dalla nostra retrocessione in serie D, festeggiare in piazza già la sera prima dell’uscita della senteza. Com’è possibile?

Lotteremo fino alla fine, passando per il secondo grado di giudizio ed arrivando fin dove è possibile arrivare per ottenere quello che ci spetta di diritto e che certamente non merita di ottenere chi ha fatto di tutto per condizionare opinione pubblica e tribunali, non merita chi è comunque implicato nel calcio sporco ma che, stranamente, non ancora viene processato.

FORZA TERAMO!

 

 

Una precisazione occorre farla. Il presente giudizio costituisce la sentenza emessa in primo grado. L’accusa proponeva una serie D con 20 punti di penalizzazione, i giudici hanno sentenziato una serie D senza penalizzazioni.
Ci si giocherà tutto in appello, nel processo di secondo grado presso la Corte d’appello federale.
Entro lunedì le difese dovranno presentare gli eventuali ricorsi.

Attendiamo fiduciosi la sentenza in secondo grado. Caso Grosseto(anno 2012) docet.

La legge non’è uguale per tutti, specie quella sportiva.

Posted in News with tags , , , , , , , , , on 13 agosto 2015 by Fabrizio

imagesChe si volesse calcare la mano lo si sapeva. Che si volesse rendere esemplare una punizione lo si sapeva. Che fosse stato ‘costruito’ un film su delle presunzioni lo si sapeva. Che il Teramo sarebbe stato il capro espiatorio di una follia accusatoria, il capro espiatorio di una giustizia sommaria, senza prove e che utilizza 2 metri e due misure no.
Le richieste del vice procuratore Gioacchino Tornatore sono fuori ogni logica e distante anni luce da tutti i precedenti che erano caratterizzati da accuse e prove molto più schiaccianti.
L’accusa viene condotta da chi non si era mai visto prima mentre Palazzi (quel Palazzi di calciopoli che punì la Juve con una pena inferiore a quella richiesta oggi per il Teramo, quel palazzi che ha chiesto per il Catania reo confesso, grazie anche all’esistenza di prove schiaccianti, di almeno 5 illeciti la retrocessione ‘solo’ di una categoria e 5 punti di penalizzazione) si eclissa dietro le farneticanti accuse di Tornatore.

L’accusa basa un processo sulla presunzione, basa un processo su una combine che forzatamente per Palazzi è certa ma che da tutti gli accusati viene negata. L’accusa si basa sulle dichiarazioni di un Corda che magicamente si pente per vedersi ridurre la pena già inflittagli per precedenti scandali, un corda che non nomina mai il presidente del Teramo e che ammette di non conoscere.

L’accusa si sgretola dietro i colpi inflitti da Cozzone che difende Campitelli. Si sgretola punto per punto.

L’accusa si annichilisce dopo l’ultimo intervento di Chiacchio:

“Anche in quest’aula è stata adombrata l’ipotesi di un furto fantasma per fare uscire i soldi della combine. Campitelli è stato offeso…”

“Non si pu’ far morire questa societa’ con Serie D e venti punti di penalizzazione, senza una prova né’ un indizio. E’ come una radiazione. La pena più alta nella storia del calcio. Ho massimo rispetto per la Procura Federale, non c’e’ la pistola fumante, non c’e’ nemmeno una pistola ad acqua, non c’e’ nulla…”

“Chi sono e dove sono i giocatori che hanno alterato la partita? Ci sono stati versamenti di soldi? Ma quando e dove? Nessuno lo ha detto, siamo alla follia accusatoria. Tutti i calciatori ascoltati hanno riferito che la partita e’ stata regolare e vinta dal Teramo perché era piu’ forte. Puo’ una squadra comprare una partita contro un’altra squadra che ha la metà dei punti in classifica? Ma siamo pazzi?. Qui non esiste illecito, non esiste parvenza di illecito..”

“qui non c’è illecito, ci sono 14 testimoni sottoposti a indagini difensive che lo sostengono!”

“Corda ha parlato, fatto nomi e cognomi. Non quello di campitelli perché non ha fatto nulla. Gli crediamo si o no? Se gli crediamo dobbiamo farlo in toto..”

“con le pistole ad acqua non si può condannare, caro presidente”

L’accusa non controbatte più:

“ogni esposizone fatta dalle difese evidenzia delle lacune nella ricostruzione. A quest’ora non le voglio sottolineare, mi appello alla vostra attenzione”

 

Gli avvocati difensori (TUTTI) hanno smontato in pochi minuti un intero impianto accusatorio costruito in mesi di menzogne fantascientifiche.

Un impianto accusatorio fondato sul nulla, e lo dicono tutti gli accusati, sulla presunzione di questo o quell’accordo che forzatamente doveva ricondurre ad una combine.

Una combine orchestrata senza i soldi, senza i giocatori, senza le scommesse e contro una squadra che aveva la metà dei punti del Teramo. Il miglior attacco contro la peggior difesa.

Certamente il Teramo aveva bisogno di comprarsi quella partita! Ne aveva proprio bisogno!

Il nostro presunto illecito, comprovato dal nulla, dovrebbe essere punito, per l’accusa, con la serie d è un -20 in classifica, varrebbe a dire penalizzarci di 95 punti (75 conquistati nel campionato 2014-15 che verrebbero azzerati + i 20 di penalizzazione).
Il Catania con 5 illeciti comprovati da fatti incontrovertibili e reo confessi verrebbe penalizzao di 54 punti(49 conquistati ed azzerati + 5 di penalizzazione).

Aggiungiamo di più: nella presunta combine del Teramo vengono puniti tutti a prescindere ed in modo a dir poco eccessivo.
Presidenti, dirigenti (Luciano Campitelli -presidente Teramo- inibizione di 5 anni con preclusione e 80.000 euro di ammenda, Aldo Dellepiane – presidente Savona – inibizione di 5 anni con preclusione e 80.000 euro, Marcello Di Giuseppe – ds Teramo – inibizione 4anni 6 mesi e 70.000 euro, Marco Barghigiani – ex collaboratore Savona- inibizione di 4 anni 6 mesi e 70.000 euro) e società (Teramo: serie D e -20 punti di penalizzazione
Savona: serie D e -10 punti di penalizzazione e 30.000 euro di ammenda); nel caso Catania le condanne sono state applicate solo verso la società sicula e nessuna condanna verso dirigenti e/o società coinvolte nelle altre combine accertate e comprovate da fatti incontrovertibili.

 

Urapinamanoarmata_locandinaNA RAPINA A MANO ARMATA FATTA CON L’UTILIZZO DI 2 METRI E DUE MISURE.

NON CI STIAMO SIGNORI, CI DISPIACE, MA NON CI STIAMO AD ESSERE IL CAPRO ESPIATORIO DI NESSUNO. NON SENZA UNA PROVA, NON SENZA UN FONDAMENTO!!!

A BUON INTENDITOR POCHE PAROLE.

 

FORZA TERAMO!

Ciao Spartaco…

Posted in News with tags , , , , , on 14 luglio 2015 by Fabrizio

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Dinanzi a tale notizia tutto diventa più piccolo. Le intercettazioni magicamente scompaiono, le preoccupazioni sportive passano..resta il vuoto, restano i perchè.
Restano i tuoi pennelli, i ricordi di curva. Restano gli striscioni, il bandierone, che, caso strano del destino, è stato riutilizzato proprio ultimamente dopo anni.

Resta la tua voglia, il tuo sorriso. Resta il tuo attaccamento a Teramo ed al Teramo calcio. Resta indelebile l’associacione dei Devil’s Korps al tuo nome. Resta la curva, restano i gradoni…

Domani, 15 luglio, alle 17, presso la chiesa San Berardo, i funerali…per un ultimo saluto in terra…Ciao Spartaco….