Archivio per ingiustizia

(In)giustizia sportiva, FIGC, Coni e Teramo…

Posted in News with tags , , , , , , , on 15 settembre 2015 by Fabrizio

0120Quello accaduto quest’estate, che ancora non arriva all’epilogo finale, ha, nella sua trama, uno sviluppo tale che farebbe impallidire il maestro del genere thriller Alfred Hitchcock.
Essere giunti al 15 di settembre, dopo un estate passata nelle aule di tribunale (sportivo), e ritrovarsi ancora nella confusione più assoluta, la dice tutta su quella che è la credibilità dell’istituzione calcio in Italia.
Vedere campionati fatti slittare di settimane nel loro inizio, vedere calendari che sembrano giochi di tetris con le x e le y, vedere squadre che dopo 2 giornate di campionato non possono ancora scendere in campo, vedere innumerevoli società che si fanno battaglia fra di loro ricorrendo al collegio di garanzia (!?) del Coni, vedere altre squadre coinvolte nel calcio sporco e/o calcio scommesse giocare regolarmente la dicono tutta sull’efficienza della giustizia sportiva.

Dobbiamo necessariamente partire dall’assunto che solo la certezza della pena e l’uguaglianza di tutti dinanzia alla legge poteva evitare simile confusione. Il fatto che la giustizia sportiva si sia staccata da quella ordinaria potendo giudicare in modo parallelo, sulle presunzioni ed addirittura senza prove è un aberrazione dell’ordinamento giuridico. E’ la palese volontà di gestire in modo del tutto autonomo, e senza la possibilità di essere controllati da un organo superpartes, la propria materia. E’ la palese volontà di voler gestire i tanti (troppi) soldi che gravitano intorno al mondo (marcio) del calcio e di poterli indirizzare verso questa o quella direzione in totale libertà.
Sentir dire, da un sostituto procuratore, la non necessità di prove per condannare una società sportiva MAI implicata nel calcio sporco è un offesa al sistema giuridico, ma così funziona la legge sportiva. Così funziona la legge adpersonam.

Se prima di oggi non si erano mai visti tanti ricorsi al collegio di garanzia del Coni, qualcosa vorrà pur significare.
I ricorsi di Seregno, Torres, Vigor Lamezia, Teramo, Messina, Catania, Matera, Gubbio sono solo alcuni di quelli ricevuti dal collegio di garanzia. Tutti ricorrono verso tutti e tutti ricorrono in modo unidirezionale verso la FIGC perchè ritenute ingiuste e/o sbagliate le sentenze emesse dalla corte federale.  Tutti questi ricorsi ci dicono che degli errori e/o vizi ci sono, tutti questi ricorsi ci fanno pensare a qualcosa che forzatamente è andato verso una direzione che non era quella che legalmente tutti si attendevano.

Veniamo a quello che più ci tocca da vicino. Il Teramo calcio è stato punito oltre misura e più di altre che avevano commesso un maggior numero di illeciti provati e confessati; Il Catania, ad esempio, si trova nella categoria che avrebbe ottenuto se non avesse comprato 6 partite e viene penalizzata di soli 9 punti, il Teramo per un illecito, senza prove, ma provato solo dalla ricostruzione delle circostanze, si trova in una categoria inferiore e con 6 punti di penalizzazione.

Nel merito della sentenza non vogliamo più entrare, perchè stufi e provati da questi ultimi tre mesi. E’ vero la sentenza emessa in appello è stata una mazzata per la città, per la tifoseria e per la squadra, ma almeno sembrava avesse messo un punto e a capo ad una situazione che ci stava logorando oltre ogni immaginazione.
Avevamo incassato la ‘botta’, avevamo fatto nuovamente quadrato, ci si stava riorganizzando, si sarebbe ripartiti ancora in lega pro ma con una squadra di nuovo forte (confermata in buona parte) ed ambiziosa. Avevamo apprezzato le scuse di un presidente che ha ammesso gli errori dinanzi ad un’intera città, mettendoci la faccia, per non aver saputo difendere quello meritatamente conquistato. Avremmo voluto svoltare pagina, andare avanti, ricominciare, seguire il calcio del rettangolo e non il calcio dei tribunali. Averemmo voluto vedere una città coesa, una stampa coesa, ma ci siamo ritrovati dinanzia a vetri infranti scritte intimidatorie e una stampa accanita.
Una stampa che, tiene a precisare, ‘racconta la cronaca senza fare sconti a nessuno’. Ma scusate, se la cronaca è cronaca, e le notizie sono più di una perchè viene dato risalto, con titoloni, solo alla peggiore di queste? La stampa può, facendo mera cronaca senza fare sconti, giudicare un operato che viene reputato lesivo per una città? Se giustamente non vengono fatti sconti, perchè al contrario vengono aggravate situazioni? Perchè vengono enfatizzate più le ipotetiche conseguenze negative rispetto a ipotetiche conseguenze positive? I misteri della stampa locale…

Arriviamo alla nota più dolente: la città, tutti coloro che sono saliti sul carro dei vincitori, tutti coloro che si facevano selfie e che indossavano il biancorosso subito riposto nel cassetto.
A questi vogliamo dire che errare humanum est ed ammettere i propri errori è il primo passo verso la pace, verso la riconciliazione.
Campitelli e la Teramo calcio hanno sempre rispettato la piazza, l’hanno ascoltata. Sono tornati sui propri passi quando questi erano ritenuti sbagliati dalla tifoseria. Hanno commesso errori, se ne sono scusati. Hanno rimediato sempre quando hanno potuto.
Campitelli non ci ha mai sventolato in faccia le banconote, non’ha mai ingaggiato un giocatore, bandiera del giulianova, solo per dimostrare chi avesse il coltello dalla parte del manico. Campitelli non si è messo contro tutte le istituzioni, non ha venduto sottobanco giocatori facendo risultare tali cessioni delle rescissioni consensuali, non’ha mai fatto gravitare le proprie porsche (o maserati che siano) all’interno della Teramo calcio. Campitelli ha rifondato un settore giovanile che era stato distrutto e divenuto fonte di ricatto nei confronti di genitori che volevano vedere giocare i propri figli.
Certamente Campitelli non ha bisogno di avvocati difensori e lungi da noi dal volerlo difendere, ma ci sembrava corretto elencare alcuni dei fatti che hanno caratterizzato gli ultimi 7 anni, dalla promozione alla B scippata, perchè a Teramo molti hanno la memoria corta..

Non ci sembra giusto, infine, che ci siano persone che ora fanno del giustizialismo il proprio cavallo di battaglia, prendendo per buone le ‘ricostruzioni’ di quei tribunali che al contrario erano stati identificati come corruttibili ed incostituzionali.
Coloro che hanno sempre  denunciato l’inadeguatezza della giustizia, la sommarietà delle sentenze, che ha fatto striscioni solidali nei confronti di chi era stato ingiustamente condannato oggi non possono condannare la Teramo calcio e Campitelli basandosi su una ricostruzione farlocca e senza prova alcuna, foss’anche perchè la giustizia ordinaria ancora non muove i suoi passi. E se quest’ultima dovesse poi dichiarare estraneo ai fatti il ‘patron’ ?
Noi non ce la sentiamo di condannare Campitelli, non ce la sentiamo di condannare l’unico che ha creduto in Teramo e nel Teramo calcio nel momento più buio, calcisticamente parlando, della storia sportiva della nostra gloriosa società. Non ce la sentiamo di colpevolizzarlo più di quanto abbia fatto la giustizia sportiva, e non per la categoria, che comunque resta la lega Pro, ma solo perchè abbiamo visto ed apprezzato tutti gli sforzi fatti per riportare in alto il nome di Teramo, per riavvicinare al Teramo i comuni limitrofi e la gente, per aver ricostruito un settore giovanile e per aver portato ben 9.000 persone al Bonolis. Certamente bisognerà ricominciare a lavorare per riportare parte dell’entusiasmo e della fiducia persa, ma già il fatto di continuare a metterci la faccia e non gettare la spugna sono segnali forti lanciati alla città.

Noi siamo con il Teramo, lo siamo sempre stati, ma speriamo e confidiamo che il buon senso ci porti a remare tutti verso una stessa direzione, che ci porti ad essere coesi ed uniti per dimostrare di che pasta è fatta Teramo città!

RIPARTIAMO..TUTTI UNITI!

Che sentenza e’? VAFFANCULO A TUTTI!

Posted in News with tags , , , , on 31 agosto 2015 by Fabrizio

INGIUSTIZIA

La sentenza emessa nella serata del 29 agosto scorso ha destabilizzato un ambiente che credeva fortemente di poter riavere quello conquistato meritatamente sul campo.
Sulla sentenza restano dubbi, tanti, e domande che mai avranno una risposta.
Una senteza che non’ha precedenti nella storia calcistica Italiana e che ovviamente doveva ricadere su di noi.

Di dubbi ne restano tanti, troppi, così come di domande che tali rimarranno.
Intanto riportiamo la sentenza emessa in modo da meglio comprendere di cosa stiamo parlando:

Pronunciando sul ricorso, visto l’art. 18,
comma 1, lett. g) e l), C.G.S., dispone la revoca
dell’assegnazione del titolo sportivo acquisito
nel Campionato di Lega Pro, Girone B,
disputato dalla reclamante nella Stagione
Sportiva 2014/2015 e, per l’effetto, del diritto
di richiedere l’ammissione al Campionato di
Serie B nella Stagione Sportiva 2015/2016,
diritto che, pertanto, è acquisito dalla società
Ascoli Picchio 1898 S.p.A., nonché
l’applicazione della sanzione della
penalizzazione di punti 6 (sei) in classifica da
scontarsi nella Stagione Sportiva 2015/2016,
nel Campionato di competenza, nonché
l’ammenda di € 30.000,00 (trentamila/00), per
responsabilità diretta, ai sensi dell’art. 7,
comma 2, e art. 4, comma 1, C.G.S., in ordine
agli addebiti contestati al proprio legale
rappresentante Campitelli, nonché per
responsabilità oggettiva, ai sensi dell’art. 7,
comma 2, e dell’art. 4, comma 2, C.G.S., in
ordine agli addebiti contestati al proprio
tesserato Di Giuseppe, con la aggravante di cui
all’art. 7, comma 6, C.G.S., nonché ancora per
responsabilità presunta, ai sensi dell’art. 4,
comma 5, C.G.S.

 

La sentenza integrale:

http://www.figc.it/Assets/contentresources_2/ContenutoGenerico/99.$plit/C_2_ContenutoGenerico_2529272_StrilloAreaStampa_upfDownload.pdf

Bene, la vogliamo analizzare nel dettaglio.
l’articolo 18 nelle lettera G recita:

penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte nella stagione sportiva seguente

La lettera L invece recita:

non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato del girone di competenza o di competizione ufficiale.
Il dubbio, quindi, è la logica consegunza di quello che recita il sucitato articolo.
Al Teramo è stato revocato il titolo di ‘vincente del girone di competenza’, non vengono, quindi, tolti punti in classifica nlla stagione 2014-15 che invece ne saranno 6 da scontare nella stagione 2015-16.
Ma allora perchè si è voluto richiedere l’ammissione della ascoli picchio (scusate non riusciamo a scriverlo con le lettere maiuscole, e così sarà per tutto l’articolo) direttamente nella sentenza? Come mai non’è stata richiesta, grazie allo stesso principio, l’ammissione dell’Entella al posto del Catania? Se al Teramo è stato revocato il titolo, ma comunque è arrivato primo, non avendo avuto punti di penalizzazione nè la retrocessione all’ultimo posto della classifica, si dovrebbe parlare di ripescaggio in serie B di chi ha titolo per essere ripescato.
L’Ascoli ha titolo, essendo fallita appena nel 2013? Il bassano così come il Matera, quand’anche l’ascoli avesse titolo, non avrebbero un punteggio maggiore e quindi un diritto superiore a quello dell’ascoli?
Come dicevamo domande che non avranno mai risposta, vero FIGC?
Parliamo del Savona. Il Savona è stato condannato per responsabilità oggettiva e non più diretta ed il suo presidente e legale rappresentante, Dellepiane, prosciolto. Nel castello accusatorio ‘ la logica’ aveva portato all’accusa dei due presidenti, compreso il Dellepiane, che per l’accusa non potevano non sapere.
A suo carico c’era un sms incriminato (!?!) e l’accusa del Corda(teste fondamentale per la procura federale) che asseriva l’incasso di una somma da parte dello stesso Dellepiane.
A carico di Campitelli una telefonta(fatta per di più su un telefono non suo) e il suo nome tirato in ballo dal Barghigiani.
Il primo prosciolto, il secondo accusato. Perchè? Quali sono le differenze? Si è forse sminuito il valore della testimonianza del Corda in modo da prosciogliere il Dellepiane e poter non tener conto di quello che lo stesso Corda asseriva su Campitelli (mai visto nè conosciuto)?
La difesa dei legali di Campitelli ha dimostrato l’estraneità del presidente con argomenti certi e validi mai smentiti da argomenti contrari.
Cabeccia che era stato accusato di omessa denuncia è stato prosciolto, ovvio non c’è la combine non puoi denunciare un fatto inesistente.
Matteini invece viene condannato per aver contattato (udite udite) Cabeccia che però non c’entra nulla.
La sentenza doveva essere emessa alle 10, poi alle 12.30, poi alle 14. Poi la FIGC scrive alle 19.30 sentenza entro mezz’ora ma si arriva fino alle 22.
Perchè un presidente chiama a raccolta una città nel ‘proprio’ stadio ed esce con le mani al cielo come se già sapesse di essere in B? Perchè un presidente man mano che passa il tempo si rabbuisce perdendo l’entusiasmo di qualche ora prima? Cosa c’è dietro?
Non ci tornano tante cose, come le voci (sono davvero solo voci?) dei 4 giudici a nostro favore e dell’unico contrario che ad un certo punto, a sentenza già emessa, ma non ancora resa pubblica, vuole riaprire il caso del Teramo.
Ci sfugge la logica, ci sfuggono le motivazioni…non ci sfugge il pensiero che tutto era già scritto da tempo.
Non possiamo non pensare al peso (economico e politico) di un bellini e di un ascoli picchio a dispetto di un Campitelli e di una Teramo calcio.

Non possiamo non pensare al peso(economico e politico) di un Dellepiane che fattura 180 mln di € l’anno con le sue aziende.

Non possiamo non pensare che se non avessimo dato l’assist all’ascoli probabilmente ora staremmo a parlare di un altro finale…

Ma poi quest’assist c’è stato? Per la procura si, ma noi dei dubbi ne abbiamo ancora tanti e forse troppi.
A Campitelli nessuno aveva chiesto di vincere il campionato di lega pro, non si fosse vinto arrivando secondi nessuno avrebbe gridato allo scandalo, nessuno avrebbe crocifisso nessuno.
Avremmo comunque vissuto una favola e comunque raggiunto il risultato sportivo più alto nella storia della Teramo calcio.
Oggi invece siamo a commentare la delusione più cocente della storia calcistica del Teramo, forse anche maggiore del fallimento del 2008.
Quanto meno vogliamo capire, vedere le motivazioni della sentenza.
Quanto meno rivogliamo la nostra dignità, perchè la Teramo calcio non’ha mai avuto dei favoritismi, mai un ripescaggio. Siamo stati l’unica società che a causa di un fallimento è ripartita dalla promozione quando altre squadre sono rimaste nella stessa categoria (e di esempi ne abbiamo a decina, anche nelle vicinanze).
Vogliamo che la cosa non finisca qui ma che si vada avanti per avere giustizia e verità!
Il codice di giustizia sportiva:
codice di giustizia sportiva

Lettera aperta dei tifosi: noi non ci stiamo! “summum ius? No, summa iniuria”

Posted in News with tags , , , , , , on 25 agosto 2015 by Fabrizio

birosagA seguito delle vicende giudiziarie evidenziatesi sino ad oggi in ambito sportivo ed a quanto concretizzatosi in ambito processuale nei riguardi della Società Teramo Calcio, sarebbe opportuno precisare alcune cose indefettibili al fine di comprendere bene il reale andamento degli eventi. Sia l’indagine inerente alla presunta combine della gara Savona-Teramo che il processo di primo grado conclusosi alcuni giorni fa, hanno evidenziato un inconsueto e davvero incomprensibile accanimento giudiziario, fuori da ogni logica strettamente giuridica prima ancora che comune, teso a mortificare il titolo sportivo meritatamente conquistato dal sodalizio teramano sul campo nella scorsa stagione ed inerente alla fresca serie B. I tifosi del Teramo vogliono che sia fatta chiarezza e giustizia sui fatti incriminati ed oggetto di indagine, ma pretendono che eventuali sanzioni siano proporzionate alla gravità dei fatti acclarati a mezzo di elementi seri di riscontro probatorio e non deliberate in maniera abnorme e senza alcun serio e diretto riferimento a quanto emerso in sede di giudizio e di dibattimento. Circa la presunta combine, mai in realtà provata circa gli atleti coinvolti rimasti a tutt’oggi non identificati e le somme investite, va detto che nessuna responsabilità della Società Teramo Calcio è emersa in relazione ad una diretta partecipazione alla stessa combine del presidente Luciano Campitelli, il quale anzi in sede di dibattimento ed a mezzo dei propri avvocati è riuscito a dimostrare, nei singoli e specifici addebiti sollevati dalla Procura Federale, la propria totale e completa estraneità ai fatti contestati. Non è lecito, pur nella considerazione del carattere generalmente inquisitorio del processo sportivo e dell’inversione dell’onere della prova che lo contraddistingue, condannare una Società ed il suo presidente a sanzioni del tutto inique e ciò sulla base di generiche congetture o presupposizioni degli organi giudicanti completamente disancorate dalla realtà dei fatti e prive di alcun serio elemento oggettivo e concreto di riscontro probatorio. Condannare il Teramo Calcio alla serie D e privarlo di un titolo sportivo come quello della serie B, conquistato con indiscussi meriti del campo per la prima volta nella storia della compagine, significa indebitamente mortificare una intera comunità teramana che merita, al contrario, di essere trattata con rispetto e pur nella convinzione che si debba fare giustizia e non “politico giustizialismo”. Lungi dall’addentrarsi in argomentazioni strettamente giuridiche e ciò per evidente rispetto ai difensori della Teramo Calcio che sapranno adeguatamente tutelare la Società in ogni sede, compresa quella legale, si manifesta con la presente nota il più assoluto e profondo disappunto dei tifosi tutti per una decisione in primo grado del giudice sportivo che ha condannato il Teramo Calcio per una fantomatica responsabilità diretta a mezzo della partecipazione attiva alla combine del proprio presidente, quando di tale responsabilità non vi è traccia alcuna in tutti gli elementi che sono confluiti nel giudizio e considerando che le sanzioni inflitte sono derivate da apodittiche, libere e del tutto indimostrabili interpretazioni dei fatti operate dell’organo giudicante. Auspicando che il Teramo Calcio possa fruire nel grado di appello di una sentenza realmente ancorata a criteri di equità e giustizia tenendo conto unicamente delle risultanze processuali emerse, con motivazioni che vogliano riconoscere in verità la totale estraneità del presidente Campitelli ai fatti contestati e sulla base di quanto dalla difesa ampiamente dimostrato già in primo grado a livello strettamente probatorio, i tifosi del Teramo preannunciano che non saranno ammesse punizioni esemplari che vogliano unicamente fare del Teramo Calcio un capro espiatorio nell’epoca in cui si desidererebbe moralizzare il fenomeno inquinato del calcio depennando in maniera esemplare alcune società e chiudendo gli occhi sul marcio altrove realmente emerso con miti condanne, perché già questo modo di operare che tutto è salvo che giustizia è stato abbondantemente condannato dalle più importanti testate giornalistiche nazionali e non sarà sicuramente tollerato dalla città di Teramo e dai teramani tutti. Teramo ha meritato sportivamente la sua serie B conquistata sul campo ed ha dimostrato anche a livello processuale la totale estraneità del proprio presidente Luciano Campitelli in ordine alla partecipazione alla presunta combine Savona-Teramo che gli è stata indebitamente attribuita, Teramo chiede giustizia e non intende essere ulteriormente vilipesa ed oltraggiata da decisioni che nulla hanno a che fare con la giustizia stessa quando le stesse non rispondono dei fatti emersi a livello di giudizio ma si basano unicamente su suggestive ipotesi accusatorie che intenderebbero, senza alcuna equità, eliminare una città ed una gloriosa società sportiva con 102 anni di storia dalla cartina del calcio italiano. A questo gioco al massacro l’intera comunità teramana saprà, se del caso, rispondere in tutte le sedi ed in tutti gli ambiti legalmente consentiti, facendo valere adeguatamente le proprie ragioni e dimostrando che non è lecito giocare con un sentimento e con un valore acquisito. Gli antichi giuristi latini facevano riferimento al brocardo ” per voler rappresentare il caso in cui sotto le mentite spoglie dell’applicazione di un diritto, si sottintendesse nella realtà’ dei fatti la precisa volontà’ di ledere tutele e prerogative giuridiche della persona sottoposta ad un processo. Nel caso della presunta combine Savona-Teramo persino il “summum ius” è’ fuggito via inorridito ed è’ rimasta unicamente la “summa iniuria” ad indicare il profondo disgusto verso un organo da Santa Inquisizione travestito da giudice sportivo. Il tifoso ha capito bene questo e non lo tollerera’ ulteriormente, visto che non ci sono le fette di prosciutto a foderare gli occhi!

Repressione ed abuso. Basta!

Posted in News with tags , , , , , , , , , , , , on 4 maggio 2012 by Fabrizio

SE QUEST’ANNO EMOZIONI AVETE PROVATO E’ MERITO DEGLI ULTRAS E DI QUELLO CHE HANNO RICREATO, L’ENNESIMO ABUSO CI HA FATTO FUORI… OVUNQUE E COMUNQUE DIFENDEREMO I NOSTRI COLORI.

Nella giornata di ieri cinque esponenti del movimento ultras cittadino sono stati raggiunti da ennesimi provvedimenti restrittivi che impongono agli stessi di non poter assistere a manifestazioni sportive ed alle gare disputate dal Teramo per la durata, rispettivamente di tre anni a tre di essi e di due anni agli altri due. I fatti si riferiscono alla gara interna con il Riccione: ai primi tre viene contestato il tentativo di entrare all’interno dello stadio uno striscione che solidarizzava con un esponente della curva attualmente sottoposto ad arresti domiciliari; lo stesso striscione (riuscito alla fine ad entrare), come tutti avranno potuto leggere durante la partita, non aveva alcun riferimento offensivo, né entrava nel merito dei fatti, ma il solo obbiettivo, appunto, di esprimere solidarietà ad un fratello di curva. Tentare di impedire l’ingresso di uno striscione del genere va a ledere sacrosante libertà d’espressione costituendo, di fatto, un atto repressivo grave, ancor di più se a ciò si aggiungono denunce e diffide. Agli altri due ragazzi viene contestata invece un’invasione di campo, quando a fine partita, gli stessi scendevano dalla rete per abbracciare i giocatori, venuti a festeggiare la vittoria sotto il nostro settore, rientrando subito dopo all’interno del settore stesso: per questo “violentissimo” atto la questura ha ritenuto di comminare loro un daspo in quanto ”minacciavano l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Detto ciò e considerato che conviviamo da anni con un’asfissiante repressione, rei esclusivamente di essere una delle poche voci libere di questa città e di non aver mai abbassato la testa ai soprusi
continui di questi signori, dobbiamo amaramente constatare che, negli ultimi tempi, la situazione si è fatta davvero insopportabile: siamo diventati ormai da anni carne da macello per gente che ha deciso di fare carriera con le nostre esistenze, terra bruciata intorno alle nostre vite in un sistematico tiro al bersaglio messo in piedi ad hoc dalla questura locale, fatto di provocazioni ed abusi di potere, dai quali si susseguono a pioggia arresti, denunce e diffide per i motivi più irrisori che hanno il solo obbiettivo di colpirci come movimento: negli ultimi quattro anni non c’è una sola diffida che vada a motivare “la minaccia sociale e di ordine pubblico” per il quale il provvedimento stesso dovrebbe essere emesso.
Vogliamo denunciare con questo ennesimo episodio una situazione divenuta insostenibile, dove l’essere Ultras, l’appartenere a testa alta ad un movimento pensante, il concepire lo stadio non solo come luogo freddo ed asettico dove assistere semplicemente ad una gara di calcio, ma viverlo come siamo abituati a fare, con la passione ed i valori dettati dal nostro modo di essere e che da sempre ci
contraddistinguono, rappresentano motivo di persecuzione e discriminazione, che sfocia in provvedimenti repressivi sempre più gravi, ancor prima di aver commesso qualsiasi atto davvero
condannabile. Siamo alla gogna di questi signori che vogliono far passare, non ci stancheremo mai di dirlo, qualsiasi forma di aggregazione e di espressione di un libero pensiero in allarme
sociale.
Per tutto ciò domenica, in occasione della gara interna con l’Ancona, il settore che abitualmente occupiamo rimarrà in silenzio, per esprimere solidarietà ai ragazzi ingiustamente diffidati e per dimostrare a tutti, ancora una volta, cosa vuol dire uno stadio silenzioso e privo di colore, uno stadio privo di Ultras, uno stadio ad immagine e somiglianza di quello che i signori della locale questura vogliono da sempre ma che non avranno finché in questa città Noi continueremo orgogliosamente a gridare la nostra appartenenza ultras e l’amore che proviamo per questi colori. Per questo invitiamo tutti coloro che in questi anni ci hanno dimostrato vicinanza di appoggiare la nostra scelta nel rispetto della volontà di onorare i nostri ideali.

 

DIFFIDATI CURVA EST